Rompo un lampone

Rompo un lampone con la bocca

appesa-appena

al filo dei fendenti

trascinati fino a qui

 

Mi discosto

dalle coste accese

da tutto il caldo e l’abbagliare

che è di troppo

e resta solo il succo che ho deciso di tenere

che ancora cola-ancora dappertutto

 

e non saprei la decisione

che ho da prendere coi morsi

da far svenire dentro al centro

delle mie guardie malandate

conservate forse troppo

e alzate male

 

E mentre non so cosa fare

rimango cieca un attimo

sul meglio degli sfoghi

di luce improvvisata.

Età dell’oro

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La domenica le mogli
se ne andavano negli orti
dopo pranzo
pulivan dalle erbacce tutto quanto
e solo un vecchio e un giovane
le stavano a guardare :

Il primo, più nascosto
ne osservava l’andatura
e l’altro poco pudico
voleva andar vicino
per prender la sua donna
dal bacino

Un posto riservato
era di certo il nostro
di bambini:

dal basso non si vedono
le cose tutte insieme
e va già bene.

E qualche altra breve amenità

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Scostando lo spago sottile
dei miei passi
ne ho persa la punta finale

strisciando poi sul pavimento
le mie intenzioni parevano molli
perfino a me stessa
e sconsiderate
nonostante il gentile fresco
che ne ricavavo di continuo
comunque considerando il confronto
con tutto quello che ha patito Cristo
e tutta la gran serie di obiettivi mancati
dall’umanità intera
ho capito lo stretto necessario
-qualche concetto sparso
sull’importanza del sentirsi le braccia
specialmente in inverno
sul leccarsi il sudore più spesso
-almeno abbastanza spesso

e qualche altra breve amenità
tipica della nostra specie e magari
anche di altre.

Gita ferro luce cemento

cinghialeinautostrada

Le gallerie

sono grotte

gole grottesche

giganti di roccia rampicante

Le auto

son pedine

fendenti frettolosi

miniature di metallo martire

Le luci

sono invece spie

pericoli d’altrove

indicazioni -zebre- impiccate al caso

Io mi trovo sulla strada

-su questa strada stralunata-

per una gita ferro luc’e cemento

e domando tutto al volante – domando tutto ai pedali
anche di più.

Precipizio esatto

alumbramiento1

Io non la so questa risposta

se mi chiedono il motivo

o il precipizio esatto – quale è stato

non lo so

 

certe le campanelle a schiera certo

il convitto di maniera

dei miei passi avanti indietro

perchè il mio cane non voleva

tornare indietro e barcollavo

e il treno della mezza invece andava

diritto decomposto nell’idea

 

non so come fuggire a quella dea

che mette i piedi nella carne asciutta

dei miei tonici polpacci

e non so dare la risposta

al clima acceso di quest’oggi

 

ma tutt’intorno ho un vento benedetto

che mi capisce e scuote e non ha ancora

patito un certo male che gli ho detto.

Auto e Babilonia

L’invasione delle visioni al fianco

stampano il muovere sull’occhio stanco

 

Il guardrail è di guardia

in quest’ora che si fa quasi

appena-appena scura

senza saperlo

riesce a smuovere

le svariate coscienze del colore

 

Là in fondo

un casale brullo di dimenticanza

si è fatto guardare per un momento

mentre la macchina di una mamma non mia

mi portava verso il posto della Grande Piazza

e i suoi figli giocavano

a parlar di Babilonia

 

Palazzo della Ragione

aspettava forse, allora

di ammiccare al mio divenire.